Comunicazione Non Violenta di Marshall Rosenberg (06/10/34 – 07/02/15)

4 passi per cominciare…
1- Esaminare oggettivamente i fatti : cos’ha fatto la persona in questione?
2- Domandarsi : come ti sei sentito? (vedi elenco dei sentimenti)
3- Domandarsi : quali dei miei bisogni non sono stati accolti? (vedi elenco bisogni)
4- Domandarsi : in che modo i miei bisogni possono essere soddisfatti? (elaborare la nostra richiesta di soluzione conflitto)

Scopo finale
I bisogni di entrambi sono soddisfatti
Secondo scopo
Creare una connessione chiara e costruttiva con l’altro che perdurerà nel tempo
Terzo scopo
Conoscerci meglio, scoprire parti di noi relegate nel buio, minimizzate, trascurate.
Fare Luce dove c’è Ombra!

Elementi NON adeguati alla CNV
1-Giudizio
2-CriticA
3-PRETESA
4-Accusa
5-Lodi, complimenti
6-Dinamica: punizione/ricompensa
7-Dinamica: giusto/sbagliato

Elementi corretti per la CNV
1- Parlare con l’onestà che proviene dal cuore
2- Creare un osservatore interno non giudicante (distacco dalla personalità in cui siamo immersi)
3- Saper ascoltare l’altro in modo attento, non giudicante, empatico
4- Indagare la nostra emotività e psiche
5- Saper esprimere i propri disagi e le nostre richieste
6- Saper esprimere sincera gratitudine (in cosa questa persona ci ha arricchito)

Cosa è vivo in noi?
Che sensazioni fisiche provi, in che punto esatto del corpo?
Che narrazione mentale produce il cervello?
Io sono il mio cervello?
Cosa dici a te stesso?

Per insegnanti, genitori, capi di un team, educatori
Perchè il comportamento migliore NON è quello di punire o ricattare?
Perchè s’innesca la dinamica violenta punizione/ricompensa che poi sarà usata per ogni cosa .Sarebbe invece consigliabile imparare a dare con il cuore , in questo modo si fonda una società basata su principi sani e valori umani facilmente trasmissibili senza sforzo ma usando la forza del cuore.
No alle punizioni
Ma spesso serve la forza.
Discernere tra forza punitiva e protettiva
Il conflitto non va MAI evitato ma gestito
Nelle parole degli altri non vedere MAI giudizi, critiche, accuse, pretese, ma empatizzare fino a riuscire a vedere chiaramente i suoi bisogni inespressi.
Tecnica
Cercare con le nostre parole di arrivare al suo bisogno (es. il bisogno di essere ascoltato, riconosciuto, valorizzato, il bisogno di autonomia, di avere uno spazio proprio, sentirsi accolto, libero di scegliere, essere capito, di decidere per sé, di essere attivo ed utile, essere spontaneo)
No a lodi, complimenti, premi
Riducono l’altra persona ad una “cosa”
Innesca una dinamica interiore di bassa autostima
Non rendono onore alla persona dal profondo, ma solo in modo superficiale
Qui è necessario sentire il CUORE e celebrare la persona in modo autentico
Alternativa:

Esprimo la mia sincera gratitudine per come mi ha fatto sentire quando ha compiuto una certa azione.
Spiego nel dettaglio il processo.
E’ necessaria molta pratica per poter interiorizzare questo nuovo comportamento e disinnescare il vecchio
Linguaggio: Giraffa
e Sciacallo
-Cosa trovi che non vada in quella persona?
-“Ha la lingua lunga !!!”
Esempi di linguaggio Sciacallo
“Ogni volta che parla , non va mai al sodo e perde molto tempo a parlare del suo passato, quindi mi annoio molto e vorrei andarmene via il prima possibile”
Esempio di linguaggio Giraffa
E’ molto importante essere chiari nelle osservazioni. Descrivere i fatti in modo dettagliato ed oggettivo evitando di essere generici o critici nell’esposizione.
Collegare sempre il sentimento al bisogno durante la conversazione!
I nostri bisogni sono importanti tanto quelli degli altri, non svalutare i bisogni altrui solo perché sono molto, troppo lontani dai tuoi.
Creare una certa qualità di connessione tra le parti in modo da far emergere la grande umanità nascosta in noi
Eliminare il concetto di NEMICO !

Eliminare ogni giudizio moralistico di giusto/sbagliato

Con le magiche orecchie Giraffa….
possiamo solo ascoltare e vedere degli esseri umani con dei bisogni non soddisfatti…. non riusciamo proprio a percepire altro !
Durante la conversazione Giraffa
Non rendiamo mai ossessivo l’oggetto della conversazione (cosa voglio ottenere), ma stiamo sempre connessi ai sentimenti ed ai bisogni sia miei che dell’altro,in modo da creare una danza tra i miei bisogni ed i suoi
Risultato finale
Qualsiasi cosa si faccia, si fa per il trasporto naturale di donare agli altri